Palestrina ed il Tempio della Fortuna Primigenia
Una escursione da non tralasciare è quella all’antica Praeneste, fondata secondo leggenda da Cuculo figlio di Vulcano, oggi Palestrina, situata a 36 km da Roma è facilmente raggiungibile percorrendo la via Predestina o l’autostrada A1.
Distrutta nell’82 a.C. da Silla per aver sostenuto Mario durante la guerra civile, fu dallo stesso ricostruita e conseguì il massimo del suo splendore nell’epoca imperiale grazie, soprattutto, al Santuario della Fortuna Primigenia (II° - I° sec. a.C.). La struttura si ergeva verso l’alto formando quattro piani ed alla sua sommità troneggiava un porticato rettangolare dal quale si ergeva un tempietto con la statua della Dea Fortuna.
Oggi sul portico dell’emiciclo del Santuario si innalza il palazzo edificato nel 1500 come Fortezza dei Colonna , poi modificato nel 1630 dai Barberini. Ospita il museo Archeologico Predestina, in cui sono conservati importanti ritrovamenti relativi all’area tra cui sculture, il famoso “Mosaico del Nilo” ed opere provenienti dalla Necropoli.
Notevole importanza riveste la cattedrale dedicata a S. Agapito le cui origini risalgono al IV sec. a.C. come facente parte del tempio della Fortuna Primigenia. Divenne chiesa cristiana nel V sec. quando il vescovo Conone la ampliò aggiungendo l’abside, le navate laterali e la torre campanaria che fu causa di lotta tra il papato e i Colonna. Dopo varie vicissitudini, tra lotte e distruzioni, nel 1698 il Cardinale Portocarrero fece eseguire consistenti opere di restauro. Ricaduta nell’abbandono, solo nel 1862 si procedette al nuovo radicale restauro ad opera del cardinale Amat che durarono fino al 1917.
attorno all’anno 1960 venne demolito l’avancorpo per ridare all’edificio l’aspetto originario mettendo in risalto la meridiana posta sulla primitiva facciata romana. La cattedrale ospita, dal 1977, una copia in gesso della Pietà di Palestrina, opera di Michelangelo, il cui originale si trova in Firenze nella Galleria dell’Accademia.
Da non tralasciare una visita alla chiesa di Santa Rosalia, edificata dal principe Maffeo Barberini, è incorporata al palazzo baronale. Ricca di marmi policromi, è un vero gioiello dell’architettura barocca.