La storia

Secondo la leggenda, l’antica Ostia fu fondata sulla foce del Tevere dal Re Anco Marzio. Crebbe d’importanza come colonia militare, centro di approvvigionamento e stazione della flotta. Sotto l’impero raggiunse il massimo dello splendore, divenendo una popolosa e splendida città cosmopolita, abitata da una ricca borghesia di commercianti e di uomini d’affari. La sua decadenza iniziò al tempo di Costantino quando il porto costruito da Traiano nei pressi di Fiumicino, con la città che si era sviluppata attorno ad esso, ebbe autonomia amministrativa ed infine per le invasioni barbariche. Dopo essere stata abbandonata, si ridusse in rovine che scomparvero sotto il terriccio trasportato dai venti e dal fiume. I primi scavi iniziarono all’inizio del XIX secolo.
Attualmente gran parte dell’area dell’antica città è stata restituita alla luce del sole. I resti rappresentano oggi una preziosa documentazione dell’organizzazione, della vita pubblica, privata e dell’edilizia di un grande centro romano.



Castello
Sorge nel borgo a poca distanza dall’ingresso degli scavi. Fu costruito da Baccio Pontelli (1483-1486) e rappresenta uno dei primi e più begli esempi di architettura militare del Rinascimento. E’ costituito da una tozza bastionata cinta da fossato, coronata da beccatelli e merli e sormontato da un’alta torre cilindrica. Al 1° piano , nell’appartamento papale troviamo il Museo della Rocca che documenta la storia del borgo medievale e del castello. Lungo la scalinata è possibile ammirare affreschi attribuiti a B. Peruzzi. Vicino al Castello troviamo la chiesa di S. Aurea costruita dal Pontenelli


Ingresso degli Scavi

In fondo al viale che parte dal Castello troviamo l’ingresso agli scavi. Appena entrati si percorre la via delle tombe, fiancheggiata da sepolcri di epoche diverse, e si arriva ai resti della porta Romana, una delle tre porte cittadine.
Da qui ha inizio il Decumano Massimo, la strada principale che attraversa l’intera città. A sinistra si apre il Piazzale della Vittoria, con una statua della Minerva.


Terme di Nettuno
L’edificio può essere ammirato da una terrazza a cui si accede attraverso una scaletta. Nel tepidarium si possono ammirare i bellissimi mosaici di Nettuno e Anfitrite. La via dei Vigili conduce alla caserma di Vigili. Nel cortile si notano avanzi del portico, basi di statue di imperatori ed un mosaico che rappresenta la scena di un sacrificio.
Si torna successivamente al Decumano, attraverso la Via della Fontana fiancheggiata da botteghe. Al suo sbocco si trova la caupona di fortunato (osteria) con un mosaico pavimentale con un’iscrizione che invita a bere.


Teatro
Fu completamente ricostruito da Settimio Severo, anche se risale al tempo di Augusto. Il portico e sterno e le scalinate sono stati restaurati per darvi spettacoli classici.
Dietro il proscenio del teatro si estende il piazzale delle Corporazioni, con i resti del doppio portico che lo circondava ed al centro il podio del tempio di Cenere. Intorno erano presenti gli uffici di rappresentanza delle varie corporazioni di armatori, commercianti, artigiani.
E’ possibile ammirare inoltre la casa di Apuleio, di tipo pompeiano e accanto il mitreo delle Sette Sfere, con la sala di riunione ornata dei simboli del culto del dio del Sole, Mitra.


Via dei Molini
E’ fiancheggiata sulla destra da un complesso di magazzini per derrate alimentari (horrea); sulla sinistra vi è un molino con macine per il grano.
Da Via dei Molini si passa a Vi di Diana, che si snoda tra caseggiati di più piani. Più avanti a sinistra si trova un thermopolium o bar con banco di marmo, vaschette ed un dipinto di frutta e cibi vari. Lungo la via dei Dipinti, sorge un caseggiato a più piani, con pavimenti a mosaico e dipinti in stile post-pompeiano.


Museo Ostiense
Nelle sue undici sale è raccolto il materiali proveniente dagli scavi: ritratti di personaggi ostiensi dell’età repubblicana, ritratti di imperatori, copie di capolavori greci, pitture, mosaici, vetri, oreficerie, corredi delle tombe arcaiche della necropoli di Castel di Decima.


Foro
E’ dominato dai grandiosi resti del Capitolium, risalente al tempo di Adriano, dedicato a Giove, Minerva e Giunone. Tra i resti troviamo le mura, la gradinata, tronchi delle colonne del proano e frammenti del fregio.
All’estremità opposta del foro si trovano i ruderi del tempio di Roma e Augusto, risalente al secolo I d.C. con la statua di Roma Vincitrice. Affianco è stato ricostruito un tratto del frontone su cui poggia una Vittoria alata. Il Foro è fiancheggiato ad oriente dalle terme del Foro, grandioso complesso del II secolo d.C.; ad occidente, la basilica, composta da una grande aula rettangolare circondata da un portico. Al di là della basilica si trova il tempio Rotondo del III secolo d.C. Si tratta di un edificio circolare a cupola preceduto da una scalinata, dedicato quasi sicuramente al culto degli imperatori. Di fronte alla basilica ed al tempio, sul lato opposto del Decumano, si trovano la Curia (sala di riunione del Consiglio Municipale) e la casa del Larario (sorta di bazar).
Nella Via degli Horrea Epagathiana si trova una grandiosa casa commerciale, dal bel portale a timpano e con un cortile interno.


Via della Foce
Inizia da un incrocio di strade detto bivio del Castrum e costeggia a destra un’area sacra con tre templi repubblicani, dietro alla quale è situata la domus di Amore e Psiche, abitazione del tardo Impero (IV sec.).
Proseguendo a destra troviamo le terme del Mitra, con un mitreo sotterraneo e un complesso di edifici annonari. In fondo a sinistra, si trovano le terme della Trincaria ed il Serapeo fiancheggiato da signorili.
Tornando indietro si traversano a destra il caseggiato del Serapide risalente al II secolo e le terme dei sette Sapienti, con un salone ornato da mosaico a scene di caccia ed infine il caseggiato degli Aurighi che racchiude un sacello per il culto orientale e sbocca nella via degli Aurighi. In una traversa a destra si trovano: le due case delle Muse e delle Volte Dipinte, ricche di pitture e mosaici. Proseguendo troviamo la domus del Ninfeo e svoltando a destra la domus delle Pareti Gialle, di fronte alla Domus dei Dioscuri. Da qui si passa nel complesso delle case a Giardino. Si finisce poi sul Decumano Massimo nei pressi della porta Marina. Oltre la porta vi sono i monumenti esterni alle mura siliane.


Decumano Massimo
Ci si trova all’estremità della grande via che risale verso il bivio del Castrum. A destra è posizionato un edificio del II secolo d.C. denominato Schola di Traiano (forse sede di una corporazione). A sinistra si trova il tempio dei Fabri Navales, con un deposito di colonne, mentre più avanti una basilica Cristiana a due Navate. Di fronte alla Basilica nel lato destro sono collocate le terme delle 6 Colonne, seguite dal macellum (mercato).



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