Il lago Albano

Il lago Albano prende il nome dal latino “Lacus Albanus”. E’ situato a 293 m.s.l.m. in una conca costituita da due crateri del vecchio vulcano laziale. La sua forma ellittica presenta, quasi nel mezzo, una strozzatura che segna il limite tra i due crateri dei quali, il meridionale, che è il più profondo (circa 170 metri) è ritenuto il più recente.

Il lago Albano copre una superficie di 6 Kmq, è lungo 3.5 Km, ha una larghezza massima di 2,3 km e un perimetro di circa 10 km. Sulla sponda sud-occidentale, presso Castel Gandolfo, si trova un “ninfeo” scavato nella roccia detto “il Bergantino” o “Bagni di Diana” facente parte della Villa di Domiziano e un tempietto , di età repubblicana, detto “Ninfeo Dorico”.

Subito dopo il Centro sportivo di Canottaggio del CONI, si incontra “l’Emissario” grandiosa opera di ingegneria romana, tutt’ora in perfetta efficienza. Secondo la tradizione fu costruito in un anno (398/397 a.C.) in seguito al responso dell’oracolo di Delfi il quale aveva predetto ai Romani la vittoria su Veio quando le acque del lago Albano sarebbero giunte al mare senza straripare dal bordo del cratere.







Il lago di Nemi

Il lago di Nemi trae il suo nome dal latino “Lacus Nemorensis”. Come il lago Albano trova origine in uno dei tanti crateri del vecchio vulcano laziale. E’ situato a 318 m.s.l.m. circa 200 metri più in basso rispetto al bordo del cratere.

Deve la sua massima notorietà al ritrovamento delle due navi di Caligola, fatte costruire dall’imperatore per le feste che si davano in onore della dea Diana Nemorense.

Portate alla luce e recuperate nel 1928-31 con il parziale prosciugamento del lago e andate distrutte nel 1944 per eventi bellici. Ciò nonostante il Museo delle navi Romane è ancora di estremo interesse per la documentazione tecnica navale romana e per numerosi pezzi archeologici che conserva; delle navi sono esposti due fedeli modelli in scala.



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